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Avevo voglia e bisogno di allontanami da Torino per un paio di giorni, di andare in un posto non troppo lontano, in una città non troppo grande ma piena di cose interessanti da fare e vedere… e così in una sera di gennaio ho prenotato il mio viaggio a Verona. Ci volevo andare da diversi anni, ho cercato un albergo in centro e il primo passo era fatto. Ottimo! Ho scelto una data non troppo lontana perché la voglia di andare via era tanta, nemmeno troppo vicina per evitare di trovare prezzi esorbitanti, insomma, metà febbraio poteva essere un buon compromesso.

Solo il mattino dopo ho realizzato che sarei andata in una delle città più romantiche d’Italia, d’Europa, del mondo, nella città di Romeo e Giulietta durante il weekend di san Valentino, da sola.

Immagine 003Ma sì, dai, ci sarà qualche coppietta che si sbaciucchia, qualche cuoricino in vetrina, non ti allarmare! Per avvalorare la mia tesi vado sul sito turistico della città in cerca di mostre o eventi interessanti… ed ecco che mi si apre una pagina con un immenso cuore. Il primo impulso è stato quello di annullare la prenotazione dell’albergo e cercare un’altra meta. Ma no, dai, non ti abbattere!
Invece mi abbatto: nel weekend di san Valentino la città di Verona organizza un evento ad alto tasso glicemico: “Verona in love”. Ecco, io non lo sapevo! Comunque poteva andarmi anche peggio, avrei potuto scegliere Venezia o Parigi.
Così inizio a dire alle amiche con una sottile vena di sarcasmo che andrò a Verona a san Valentino per temprarmi.

I giorni passano e arriva quello della partenza. Io per sentirmi in tema prendo la mia valigia rossa e salgo sul treno che mi porta a Milano. Alla stazione incontro uomini innamorati che aspettano le loro donne con rose rosse in mano, donne innamorate che attendono il loro amore stringendo tra le mani un pacchettino… Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. Salgo sul treno per Verona e sono fortunata, ho tre uomini accanto, sono silenziosi, leggono. Arrivo alla stazione di Verona e mi incammino a piedi verso l’albergo. Percorro strade secondarie e anonime, niente cuoricini, niente che mi ricordi il 14 febbraio. Vedi che ti sei preoccupata per niente?!
Il mio albergo è vicinissimo a piazza Brà, dopo aver posato la valigia esco per cena e mi avventuro verso la piazza. La prima cosa che colpisce il mio sguardo è l’arena. Poi mi volto. Qualcosa di rosso attira la mia attenzione. I lampioni della piazza sono rivestiti da cuori. Va bene Chiara, niente panico e prendi via Mazzini, la via dello shopping!…che per l’occasione è stata addobbata con installazioni luminose a forma di cuore a mo’ di decorazione natalizia. I negozi sono pieni di cuori, cuoricini…e altri cuori, altri cuoricini… e poi coppiette che camminano abbracciate, coppiette che camminano mano nella mano, coppiette che camminano baciandosi, coppiette innamorate accompagnate da bambini, anche loro abbracciati per l’occasione. Coppiette, amore e cuori ovunque. Niente panico. Arrivo in Piazza Erbe. Alzo gli occhi sulla Torre del Lamberti illuminata di rosso. Va bene.
Ho fame e nella piazza ci sono parecchi locali con i tavolini all’aperto… non posso sedermi sola al tavolo sulla pubblica piazza la sera di san Valentino. Adocchio un posto che mi piace, mi faccio forza ed entro. “Sono sola”. Mi fanno sedere in un tavolo abbandonato al fondo della sala, in un angolino prima della porta della toilette. Benissimo, era quello che cercavo! Nel tavolo davanti al mio una coppia di uomini. Dai, questi saranno due amici! Invece no, erano una coppia anche loro! Ordino la pizza, me ne arriva una a forma di cuore. Il pizzaiolo non mi ha vista, ma sicuramente mi ama! Sono soddisfatta di me stessa perché l’idea iniziale era quella di prendere un trancio di pizza da qualche parte, o anche solo un panino e di mangiarlo per strada. Invece sono entrata in un ristorante, ho mangiato e mi sono anche concessa il dolce! Buon san Valentino, cara!
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Finita la cena esco e faccio una passeggiata. Il peggio deve ancora venire! Piazza Erbe era sobria. Via Mazzini era niente. In Piazza dei Signori hanno allestito un mercatino le cui bancarelle sono disposte a forma di cuore, al centro un tappeto rosso – avrò una visuale complessiva migliore l’indomani dopo essermi arrampicata sulla Torre per osservare la città dall’alto, sulla Torre e su uno dei palazzi è proiettata la scritta luminosa “Verona in love”.
E poi c’è piazzetta sotto la Torre. L’apoteosi della zuccherosità. Al centro un cuore alto 1,50 mt rosso scuro coperto di glitter, ai lati della piazza, sotto i portici, numerosi stand in cui scrivere la lettera a Giulietta, comprare fiori, scrivere un messaggio d’amore su un cuoricino di carta… e molto altro ancora.
Continuo il mio giro, per fortuna non tutte le strade sono così romantiche. C’è pietà anche per noi. Torino in albergo.

È sabato mattina, il sabato di san Faustino, protettore dei single. Ma a Verona nessuno ci fa caso.
Immagine 004Visito l’arena. L’arena è neutra, tutta pietra, tufo e sabbia. Niente cuori (se non quelli che si vedono in piazza Brà) ma basta voltarsi. Passeggio sulla fila della gradinata più alta, sfido le mie vertigini e il mio terrore di scivolare e precipitare per un tot di metri sbattendo sulle pietre ed esco salva, viva… e pronta al peggio.
Ripercorro via Mazzini che al mattino è frequentata da coppiette assonnate ma anche da persone che girano con il cane, signore anziane, famiglie… insomma, è uscita la gente normale. Ai cuori non ci faccio caso, guardo oltre nelle vetrine, osservo i vestiti, le scarpe, le borse, i gioielli… arrivo in piazza Erbe, salgo a piedi sulla Torre dei Lamberti e con me c’è anche un nonno insieme ai suoi nipotini. Da lassù si ha una vista meravigliosa sulla città anche le una leggera nebbia impedisce di guardare molto lontano. Da lassù si vede anche perfettamente il cuore enorme di piazza dei Signori. Bello però, d’effetto, davvero.
Un mio amico mi manda un messaggio “San Valentino è passato, adesso è tutto in discesa!”. “Non proprio”, rispondo, inoltrando questo collage…
Immagine 005Nel cortile sotto la Torre distribuiscono sigilli d’amore e coniano monete d’amore. Vado oltre. Immagine 006Faccio un giro intorno alle Arche Scaligere e poi mi faccio forza e vado verso la casa di Giulietta. L’intera popolazione turistica della città è in quel cortile. Attaccano chewinggum ai muri, lucchetti alla cancellata, scrivono sul muro promesse d’amore eterno, si mettono in fila per toccare il seno sinistro alla statua di Giulietta (qualcuno tocca a caso quello destro, la mano, la faccia, la gonna…) e farsi fare una foto, si mettono in coda per visitare la casa e fare la foto sul balcone. Io osservo e penso che in fondo sono proprio poco romantica, che certe cose mi fanno sorridere, che tutto questo sole-cuore-amore non fa per me, (dai, almeno il sole non c’era!) non ha mai fatto per me. Ho sempre pensato che san Valentino fosse una festa inutile. Perché se sei innamorato lo sei tutti i giorni e se sei single non hai bisogno di sentirti escluso da una festa alla quale non sei stato invitato. Natale è per tutti, capodanno, Pasqua, ferragosto… sono feste alle quali tutti possono partecipare. San Valentino no! Per questo io comunque non lo festeggio mai. Preferisco a questo punto un anniversario.
Il sabato sera vado a vedere una rappresentazione di Romeo e Giulietta in una chiesetta sconsacrata poco lontana dalla casa di Romeo. “Opera in Love” è il titolo. Gli autori hanno cercato di mettere insieme le sue anime della città – Romeo e Giulietta e l’opera – in uno spettacolo. Tentativo perfettamente riuscito. Ai dialoghi di Shakespeare in lingua originale si affiancano arie delle più famose opere cantate da una strepitosa soprano e un altrettanto eccellente baritono. L’ho trovato leggero e allo stesso tempo molto affascinante, bello, coinvolgente. Peccato che i due protagonisti alla fine muoiano! Molto bravi anche i due attori, Giulietta è una bambolina, brava e bella, Romeo un eroe già solo perché si passa almeno 15 minuti in canottiera e leggings fuori dal teatro, al freddo, in attesa di rientrare in scena! Mi sono chiesta cos’abbia pensato la gente che lo ha visto passando in strada. Molto bravo anche lui comunque, e anche simpatico!

La domenica mattina mi allontano un po’ dal centro della Verona in Love per vedere altre chiese, palazzi, ponti e monumenti. La mia visita incrocia spesso il precorso della mezza maratona Giulietta e Romeo che viene corsa in città.
Immagine 007Rimango affascinata dal colore dell’Adige, di un verde quasi smeraldo,  fa venire voglia di immergersi. Magari d’estate. Io sono abituata al Po che è di un bel verde fango. Fotografo i ponti, gli edifici che si specchiano sul fiume.
Torno indietro. Passeggio ancora una volta in piazza Brà tra le bancarelle del mercatino dedicato al cioccolato in cui compro una squisita fetta di cremino.

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Mi sono fatta coinvolgere dalla Verona in Love, mi sono scattata una foto davanti al cuore del cortile sotto la torre, ho comprato degli orecchini a cuore nella piazza dei Signori. Nel pomeriggio raggiungo a piedi la stazione, mi lascio il centro alle spalle e inizio a sentire la nostalgia pensando che alla fine sono sopravvissuta alle ondate di amore che hanno invaso la città senza farmi abbattere. Nonostante il mio cinismo, il mio scarso romanticismo e il mio animo poco predisposto a tutta questa dolcezza che per certi versi mi sembra quasi stucchevole sono tornata a casa pensando che a Verona ci tornerò sicuramente anche se forse senza le bancarelle, i palchi e i cuori giganti mi sembrerà più vuota. Ho osservato la città vestita d’amore e sono riuscita ad innamorarmene.

San Zeno

Arche Scaligere

Sant'Anastasia

San Zeno

Lampioni in piazza Brà

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Duomo

Torre dei Lamberti

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Ho dormito all’Hotel Colomba d’oro, albergo in posizione strategica: 2 minuti a piedi dall’arena, 10 da piazza Erbe e dalla casa di Giulietta, 5 da Castelvecchio, 15 dalla stazione. L’arredamento della stanza non è particolarmente ricercato, in compenso il bagno è estremamente spazioso. Buona la colazione e gentilissimo il personale.
Ho mangiato a pranzo delle deliziose tartine da El Bacarin, consiglio quella al gorgonzola e mostarda.
La mia pizza a cuore l’ho presa al ristorante Ai Lamberti. Buona, anche se la pasta era molto molto sottile e io la preferisco più spessa.

El Bacarin