foto da machedavvero.it

È il libro che ogni mamma dovrebbe leggere, è il libro che ogni donna intenzionata a diventare un giorno mamma, dovrebbe leggere.

Tutto inizia per me in un pomeriggio di fine dicembre quando, per puro caso chiacchierando tra colleghi, sento parlare del blog machedavvero.it. Inizio a leggere l’ultimo post pubblicato “Lost in british accent” ed è un colpo di fulmine.
L’autrice, Chiara Cecilia Santamaria, racconta la sua vita con uno stile ironico, divertente, frizzante che mi cattura. Passo la serata a leggere i suoi vecchi post rimbalzando da un argomento all’altro e nel frattempo scopro che dai suoi racconti ha scritto anche un libro.

Non sono mamma, non credo nemmeno che lo diventerò a breve, ma mi incuriosisce e lo compro. Chiara racconta in “Quello che le mamme non dicono” la fase della sua vita che va dal momento in cui scopre di essere incinta (ed esclama Ma che davvero?) a poco dopo il primo compleanno della sua bambina. Nelle sue pagine racconta i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue paure e soprattutto mostra un’immagine di mamma ben lontana dall’idea di donna votata al sacrificio ma piuttosto di quella che vuole affrontare questo passaggio sconvolgente della sua vita senza perdere se stessa. Racconta quello che di solito le mamme tengono nascosto dietro al sorriso finto che hanno mentre dicono “è un amore, è meraviglioso, il parto non è niente, di notte dorme come un angioletto…” Insomma, va oltre il velo di ipocrisia che molte mamme indossano e dà voce a tutte quelle che invece non affrontano i primi mesi di vita del pupo senza accusarne il colpo.

Una delle pagine che più ho amato del libro che bene inquadra lo stile e la personalità di chi scrive è quella del 10 motivi:

10 motivi per cui NON dovrei avere una figlia:
1. Dire che sono un’eterna Peter Pan è riduttivo. Per intenderci, il mio ultimo acquisto sono stati calzini con teschi e cuoricini e la collezione dei dvd di Creamy.
2. Bevo troppo. Una delle cose che mi manca più in questa gravidanza è il Mojito.
3. Frequento luoghi poco adatti ai neonati: locali notturni, discoteche, enoteche. Con gusto e fino a molto tardi.
4. Odio le canzoncine da asilo nido/Zecchino d’Oro.
5. Soffro di insonnia e se vengo svegliata durante la notte divento una bestia.
6. Non so nulla di bambini. Oggi ho scoperto l’esistenza dello sterilizzatore.
7. La mia vacanza ideale si intitola “microbikini a Formentera, tramonto in spiaggia con drink in mano”.
8. Sono una distratta cronica. Mi è recentemente capitato di buttare calzini nella spazzatura e riporre con cura del prosciutto vecchio nel cassetto.
9. Esco col necessario: borsa cellulare e via. E’ fuori dalle mie capacità trascinarmi dietro passeggino, borsone con cambio e biberon, vestitini di scorta, pupazzo musicale, fasciatoio on-the-go.
10. Ho 27 anni, non 35.

10 attenuanti a mio favore:
1. Il fatto che io adori oggettini kidult significa che mia figlia avrà molte cose con cui giocare, nonchè una perfetta cogliona con cui farlo.
2. I superalcolici più pericolosi sono trasparenti. Il latte è bianco opaco. Non rischio di confonderli.
3. Per il primo mese rinuncierò ai locali. Dopo c’è la nonna e mi impegnerò a tornare per la poppata delle 3 di notte.
4. In compenso so a memoria gran parte delle sigle dei cartoni animati anni 80. Ok, adesso sono roba vintage, ma una volta era musica da nani.
5. Questo significa che sono allenata a dormire poco.
6. Per fortuna c’è la mamma. O internet.
7. Il fatto di non accontentarmi di “pannolini a Fregene, alba in spiaggia con biberon in mano” è un’ottimo stimolo per non adagiarmi su una maternità noiosa e clichè.
8. Non voglio nemmeno accarezzare il pensiero. Fingo che il rischio di farcire la mia bimba e fare il bagnetto al tacchino non esista.
9. Quest’anno vanno le borse grandi. Forse ne esistono di fichissime, e io le troverò.
10. In fondo ho 27 anni, non 18.

Mi capita a volte di immaginare il mio futuro e di pensare a che tipo di madre vorrei essere e credo che lei incarni perfettamente il mio stile. Una cosa che non sopporto e che mi fa una gran tristezza è la categoria di donne che dopo aver avuto un bambino diventano solo ed esclusivamente MAMME. Sono quelle che in un discorso qualunque, anche se parli della situazione politica in Tanzania, riescono a trovare un appiglio per iniziare a parlare dei loro bambini. Sono quelle che vivono in un mondo junior, in cui tutto diventa a misura di bambino e non si rendono conto che se tu non ne hai uno, sentir parlare del suo 48 ore al giorno non ti esalta, non ti coinvolge e, soprattutto, ti esorta a cercare metodi anticoncezionali sempre più sicuri! Il fatto di aver generato un’altra vita non significa necessariamente che sia obbligatorio perdere la propria. Mentre un bambino costruisce la sua identità e personalità non può una madre smontare la sua.
Chiara sa farti sorridere anche quando ti racconta i suoi momenti peggiori, anzi, forse soprattutto quando racconta i momenti peggiori! È una lettura piacevole, leggera, ottima per tirarsi su il morale dopo una giornata difficile e sicuramente ancora più adatta per risollevarsi dalle babyblues e sentirsi meno sole.

…E buona festa della mamma a chi oggi festeggia! ♥

immagine di copertina da machedavvero.it

 

Ti è piaciuto il mio articolo? Allora votami! :)