libro

Essere amati da qualcuno ci rende forti,
amare profondamente ci rende coraggiosi.
Lao Tzu

Ero a Verona, città dell’amore che ho visitato da sola a san Valentino… e quando passo davanti ad una libreria difficilmente riesco a resistere alla tentazione di entrare. C’era una selezione di libri “tematici” dedicati al momento romantico che la città stava vivendo e sono stata attratta dalla copertina di Non tutti gli uomini vengono per nuocere. La trama mi sembrava carina ma non osavo comprarlo senza passare per la classica zitella disperata che cerca conforto in un libro dal titolo che promette salvezza e libertà dalla propria solitudine, già avevo dovuto affrontare la richiesta di un tavolo per una sola persona il 14 febbraio… e così ho deciso di comprare l’ebook.

È una storia che parte subito in quarta, senza troppe pagine per inquadrare il contesto… in medias res, come avrei detto di un classico latino. È divertente, leggera, frizzante, romantica ma non stucchevole, di quelle che piacciono a me. Non conoscevo l’autrice Federica Bosco ma mi sono innamorata della sua penna!
Cristina, la protagonista, per una serie di sfortune a catena si ritrova a 32 anni senza fidanzato, casa, lavoro, è costretta a tornare a casa dei suoi dove abita ancora il suo odioso gemello secchione e incontra anche l’uomo della sua vita che è – come da copione – innamoratissimo di una meravigliosa ragazza che non si può proprio odiare! I suoi sono la classica coppia che dopo più di trent’anni si guarda ancora con gli occhi a cuoricino e le fa pensare che la lotteria dell’amore perfetto l’abbiano già vinta loro, a lei resta solo un futuro in solitudine!

Proprio sola non è: c’è la sua migliore amica Carlotta, insegnante di yoga e dispensatrice di ottimi consigli, c’è il fratello Luca che con pochi sforzi riesce ad essere una delle persone più insopportabili dell’universo, c’è la perfida Rossana, capo di Cristina che si diverte a metterla in imbarazzo ogni volta che ne ha l’occasione, Lorenzo, l’ex che prima la lascia e poi cerca di riconquistarla non appena lei acquisisce un po’ di visibilità in tv, Supplì, il gatto obeso che un po’ la ama e un po’ la dimentica. E ancora Alberto, corteggiatore noioso, un “uomo che indurrebbe al suicidio anche il pupazzo Carletto dei Sofficini Findus” e  Stefania che è la fidanzata perfetta di Marco Montecchi, il medico che lei incontra una sera in pronto soccorso e di cui si innamora perdutamente come una ragazzina. Si vedono la prima volta poco prima di una lavanda gastrica e nonostante il momento non sia particolarmente romantico lei impazzisce per lui: “improvvisamente non riesco a pensare ad altro che al mio supereroe con lo sguardo che ti legge l’anima e il sorriso che uccide”.
Cristina è un catalizzatore di sfighe, nel corso del libro le succede di tutto, quando pensi che la situazione sia “normale/tranquilla” succede qualcosa che la fa precipitare, quando pensi che abbia toccato il fondo capisci che lei può ancora scavare!
In tutto questo l’autrice, attraverso gli occhi e i pensieri di Cristina fotografa uno spicchio della nostra generazione: i bamboccioni che non escono di casa per paura di affrontare il mondo, quelli senza qualità nati con il profondo desiderio di apparire ed emergere ad ogni costo, quelli che sembrano felici e invece non lo sono comunque.
Se siamo soli vogliamo qualcuno accanto, se ce l’abbiamo ci manca la libertà, se abbiamo un lavoro non è quello dei nostri sogni, e comunque i soldi non ci bastano mai, vogliamo una casa più grande, poi una macchina nuova e magari un viaggio e… …e se poi inavvertitamente abbiamo tutto, ci serve ancora quel qualcosa in più perché sia perfetto
Nel corso del racconto Cristina alterna momenti in cui è combattiva e determinata ad altri in cui si sente rassegnata e pensa che sia inutile lottare per quello che si ama: “Un giorno ti svegli e sono passati trent’anni e non ti ricordi più dove tutto è cominciato e se sei contento. Contento, non felice. E poco importa se non lo sei, perché hai fatto una scelta e le scelte vanno portate avanti” e allo stesso tempo però dice anche che “bisogna avere il coraggio di tagliare di netto la parte malata: all’inizio fa un male cane, ma presto la vita fa germogliare nuovi fiori proprio da quei rami mozzati.” Una frase che dovremmo stampare e tenere sempre davanti agli occhi.
Cristina cerca l’amore ma più di questo ha bisogno di equilibrio, di sentirsi felice di ciò che ha e realizzata da ciò che fa, accompagnarla in questo percorso è davvero divertente. “Per anni ho cercato di accontentare i miei, di fare la brava ragazza, studiare, fargli fare bella figura con gli amici, ma poi ho capito che non stavo percorrendo la mia strada e sono andata veramente in crisi”.

Avevo iniziato il libro con qualche pregiudizio pensando che fosse il romanzetto rosa da tredicenne che è meglio non condividere con nessuno se non vuoi perdere la stima e la considerazione della persona con cui ti confidi. Mi sono ritrovata spesso a condividere i pensieri e le riflessioni della protagonista e l’autrice mi ha piacevolmente sorpresa. Ora mi rimane un solo problema: ha scritto già parecchi libri e non so quale scegliere come prossima lettura. Consigli?

*tutte le frasi citate in corsivo tra virgolette sono tratte dal libro “Non tutti gli uomini vengono per nuocere” di Federica Bosco, ed. Mondadori.