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Viaggiare è una delle mie più grandi passioni. Lo faccio con la mente quasi ogni giorno guardando foto di luoghi esotici o città in cui vorrei perdermi, mi piace entrare a contatto con un altro mondo, altri usi e costumi, diverse tradizioni, cibo particolare, abitudini strane.
Ho una discreta capacità di adattarmi ai posti che mi sono estranei e in ogni mio viaggio non manca mai il momento in cui mi chiedo se mi piacerebbe vivere nel posto in cui sono in quel momento. Mi innamoro facilmente!

Finito il liceo – e con questo le gite scolastiche – ho sempre viaggiato in gruppi molto ristretti tra amici o parenti con cui condivido le stesse abitudini e interessi. Non ricordavo più  quanto l’italiano medio sia pesante in vacanza ma recentemente sono stata in Olanda con un viaggio organizzato… e tutto è tornato a galla!

Il problema maggiore è quello di reperire il caffè: da noi si serve solo l’espresso e sebbene non siano pochi i bar che servono delle ciofeche fatte male, l’italiano in vacanza diventa un perfezionista. Il caffè all’estero è acqua sporca, fa schifo, non ha gusto, non sa di niente… e non importa se gli stranieri amano questo tipo di bevanda e la preferiscono all’espresso (io condivido i loro gusti).

La pasta, alimento tipico della nostra cucina, è fondamentale per l’italiano in vacanza. Se si trova davanti una fila infinita di altre vivande lui non le considera: quando manca la pasta non si sazia. Se all’estero viene servita scondita come contorno non significa che queste persone abbiano un’altra cultura culinaria, vuol dire che sono ignoranti! Se la moglie italiana cucina una pasta scotta non c’è problema: capita! Se il cuoco straniero fa scuocere la pasta non sa fare il suo lavoro, dovrebbe vergognarsi.

L’Italiano è una lingua parlata indicativamente da 60 milioni di persone (su oltre 7 miliardi…) e questo non la rende di certo l’idioma più diffuso all’estero. L’italiano si aspetta di trovare qualcuno che parli la nostra lingua anche in capo al mondo. Se ci sono indicazioni scritte in inglese, francese e tedesco, si offende. Allo stesso tempo, però, quando torna a casa e incontra un turista straniero, gli parla in italiano “Perché se lui viene nel mio Paese deve sapersi esprimere nella mia lingua!”

Noi abitanti del MagnamagnaLand non siamo sempre rispettosi delle leggi, ma non tutto il mondo è l’Italia: l’italiano medio di fronte alle regole degli altri paesi impazzisce, si sente come un leone in cattività.

Spesso i suoi giudizi non sono mossi da cattiveria ma solo dalla constatazione che non esista miglior posto al mondo della propria casa. Punti di vista.

Last but not least…il tono di voce: saremo un paese di sordi o caciaroni, quello che è certo è che in una stanza piena, se arrivano gli italiani si sentono. Abbiamo sempre la tendenza ad utilizzare un tono alto e lo facciamo ancora di più quando siamo al telefono con qualcuno rimasto a casa, come se dovessiamo farci sentire a fiato e il telefono non bastasse!

 

 

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