Online Music ListeningCi sono una serie di canzoni che, quando entrano nelle orecchie, vanno a parlare direttamente con la pancia, ti fanno sentire una morsa allo stomaco senza che tu te ne accorga, anche se le ascolti distrattamente. Le riconosce la tua pancia prima che tu ti renda conto di quello che stai ascoltando perché senti qualcosa che si stringe e ti riporta inconsciamente alle sensazioni che provavi quando le hai ascoltate le prime volte.

Tante sono uscite nei miei primi anni di liceo e rappresentano una fase della mia vita che ho amato e odiato allo stesso tempo, a cui ripenso con un po’ di nostalgia e tenerezza. Sono stati anni intensi, difficili, sofferti e bellissimi, ci ho messo molto tempo per risentirmi così viva, così protagonista della mia vita, così presente.
Sì, perché una parte di me per un po’ di tempo è andata in stand-by, mi sono allontanata da me stessa per cercare di essere diversa…e dopo un po’ sono tornata lì, con maggiore maturità ma anche con lo stesso fuoco dentro.

Ho ascoltato Domani Smetto degli Articoli 31 un milione di volte. Tutto il disco è speciale ma tra le varie canzoni quella che davvero mi dà una mazzata è “L’altra metà”. L’ho sentita adesso mentre pensavo a tutt’altro… e mi ha portata qui a scrivere questo post.

Ogni volta che ero arrabbiata ascoltavo “Noi no” a tutto volume, è una canzone terapeutica che ancora adesso ogni tanto adotto in caso di estrema necessità.

Domani Smetto” è la mia gita a Berlino con lui, è quella sensazione di felicità che non mi si toglieva mai di dosso nonostante tutto, è il profumo della casa in cui ho vissuto per una settimana, è il momento magico e perfetto che a distanza di 13 anni mi fa ancora commuovere.

Poi c’è “Domani” e quella storia tormentata e difficile, quell’atro lui che mi chiamava principessa – e a 15 anni faceva effetto – e sapeva portarmi dal paradiso all’inferno in una sola giornata. Ogni volta che la ascolto sento una sensazione di dolcezza.

I Linkin Park sono sempre di quel momento lì e “In the end” è un altro di quei brani che in un attimo mi fanno avere 16 anni con tutto quello che mi portavo dentro, è un ricordo dolce-amaro che sa di inverno anche se la ascolto a ferragosto e di quel profumo che ancora oggi, nonostante tutto, nonostante il tempo, mi fa male.

Terrestre dei Subsonica è l’album della primavera della 5a e della maturità… un altro bel periodo pieno e intenso. La canzone che fa più male è “Abitudine”, quella che ancora mi dà pace è “Dormi”. E poi “Terrestre” con i suoi suoni elettronici e spaziali in cui non si sente una parola… eppure a me dice tantissimo. “Incantevole” è un’altra iniezione di tenerezza.
Direttamente dall’album della maturità arriva anche “Marmellata#25” di Cesare Cremonini: ogni volta che la ascolto mi ritrovo con la mente accanto alla mia migliore amica a canticchiarla per smorzare la tensione che saliva in attesa di entrare a scuola e iniziare la terza prova.

I Red Hot Chili Peppers li ascoltavo alla fine delle medie perché mi sembravano un gruppo figo, da grandi, tutt’altra cosa rispetto alle Spice Girls, Britney Spears e Christina Aguilera – ascoltavo anche loro. Li ho ripresi e riamati all’inizio dell’università e le due canzoni che più mi scuotono sono “Snow” e “Californication”.

Ho scoperto Grey’s Anatomy durante l’università ed è stato subito amore. L’ho seguita in due fasi guardando prima le prime 5 stagioni e poi riprendendola diversi anni dopo. Ci sono un sacco di canzoni bellissime che fanno parte della colonna sonora ma quattro, tra tutte, sono speciali. Sono legate tanto alla serie TV quanto a momenti importanti che ho vissuto mentre guardavo quelle puntate: “Breathe”, “Grace”, “Black tables” e “Our lips are sealed”.

immagine di copertina da Fotolia

  • mirtilliepois

    Anche per me sono tutto’ora un amore gli Articolo 31 :D
    grazie per essere passata di qui, molto carino il tuo blog!