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All’inizio di una storia d’amore è tutto nuovo, ogni emozione è diversa, amplificata, ci si ritrova a pensare al nostro oggetto del desiderio in ogni momento libero e spesso la testa va da lui anche quando dovrebbe pensare ad altro, concentrarsi su cose più concrete. Fantastichiamo, sogniamo, pensiamo al prossimo incontro, alle prossime avventure da trascorrere insieme, alle nuove sensazioni magiche che sapremo regalarci.

L’innamoramento nasconde tutti i difetti, mette una vernice scintillante su ogni cosa e non esistono incomprensioni, difficoltà. Tutto funziona perfettamente, ci si chiede come abbiamo fatto a vivere lontani fino a quel momento, perché non ci siamo incontrati prima…
Poi questa fase lentamente si affievolisce, ci rendiamo conto che il nostro amato non è proprio perfetto, non è sempre e totalmente compatibile con noi, ci richiede sforzi, fatica e inesorabilmente arrivano le prime delusioni, i primi scricchiolii.
Non ci accorgiamo di passare da una fase all’altra perché tutto avviene in maniera graduale e naturale, solo che ad un certo punto la vernice scintillante inizia a scrostarsi, la verità viene alla luce e dobbiamo decidere se ci andiamo ancora bene oppure no.

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L’oggetto del desiderio di cui vi parlo, il mio nuovo amore, non è un uomo meraviglioso e nemmeno una fantastica donna. È uno sport. Mi sembra ancora impossibile affermare una cosa del genere… ma tant’è. Sono sicuramente nella fase dell’innamoramento, stiamo insieme da poco più di un mese e sicuramente l’entusiasmo per la novità gioca un ruolo fondamentale in questo momento. Sono anni che penso alla corsa, ho sempre voluto saper correre ma non sono mai stata capace di farlo davvero. I tentativi in passato non sono mancati ma non è mai andata bene perché mi mancava lo spirito giusto per affrontare gli allenamenti. Mentre mi legavo le scarpe mi chiedevo sempre perché lo stessi facendo, uscire di casa era un dovere – che nessuno peraltro mi aveva imposto – e non un piacere. Quando queste sono le premesse stancarsi e arrendersi diventa l’unica soluzione.
Questa volta ho trovato in me un’energia e una grinta che mi erano sempre mancate.

Il 30 maggio si corre a Torino la Run 5:30, una corsa non competitiva che si svolge in centro città alle 5.30 del mattino su un percorso di circa 5.30 km. È un’iniziativa che si svolge in diverse città di cui avevo già sentito parlare l’anno scorso ma mi mancava l’allenamento per affrontare una sfida del genere. Mi piaceva l’idea, avrei voluto farne parte… ma la corsa non faceva per me.

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A fine marzo, il primo lunedì dopo il cambio dell’ora, mentre tornavo a casa ho cercato un programma di corsa per principianti e ho trovato quello di Roberto Albanesi.
Mi sono messa alla prova con un livello di scetticismo da record e alla fine del primo allenamento (2 minuti di corsa e 3 di camminata per 6 ripetizioni) mi sentivo completamente distrutta. Le gambe facevano male, il fiato era corto, 3 km scarsi mi sono sembrati una maratona ma allo stesso tempo ero felice. Il secondo allenamento è andato decisamente meglio ed ero stupita. Terminata la prima settimana ho deciso di passare al secondo livello: 4 minuti di corsa e 3 di camminata. Pensavo di non farcela perché i minuti di corsa erano raddoppiati… e invece sono arrivata alla fine, senza troppa fatica e con una carica di endorfine pazzesca.
Dopo la seconda settimana, vedendo che riuscivo già a superare i 4 km di percorrenza ho deciso di iscrivermi alla 5:30 con la consapevolezza che sarei riuscita a partecipare. Avere un obiettivo mi serve tantissimo per non perdere la motivazione.

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In questo momento sono al 5° livello. Ero una che dopo 3 minuti di corsa stramazzava al suolo in attesa dell’estrema unzione e adesso arrivo alla fine dei 10 minuti senza grosse difficoltà. Sono entusiasta, incredula e orgogliosa di me stessa perché ho sempre pensato che la corsa non facesse per me, perché non ci ero mai riuscita e perché 10 anni fa al liceo mi arrendevo dopo 5 minuti che mi sembravano eterni. Saranno le endorfine ma erano anni che non mi sentivo così bene!
Per allenarmi ho scelto un posto che mi piace, ho scaricato un’app che mi aiuta a svolgere correttamente le ripetizioni con gli intervalli giusti, mi faccio accompagnare dalla musica che in questa fase iniziale è un buon supporto. Avere qualcuno che corre spesso con me mi aiuta a non saltare gli allenamenti, a non perdere il ritmo e ad essere costante.
I risultati sono evidenti quanto inaspettati, partendo da zero ogni piccolo passo è una conquista: per me essere passata dal divano al parco è un successo inimmaginabile.

Così come è importante in un rapporto di coppia mantenere la propria individualità e indipendenza, altrettanto lo è decidere – imporsi se necessario – dei giorni di riposo. La settimana scorsa, trainata dall’entusiasmo ho deciso di fare 5 allenamenti in altrettanti giorni consecutivi aumentando anche il livello dell’allenamento negli ultimi 2, il risultato è stato quello di non riuscire a completare l’ultima uscita perché le gambe non andavano più avanti!
Andare in palestra non mi piaceva per niente mentre ho scoperto che correre è bellissimo, farlo all’aria aperta rende tutto ancora più divertente…e se piove è ancora meglio!

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Il programma di Albanesi si articola in 3 fasce suddivise in 10 livelli

Fascia gialla

Livello 1 – 2′ camminando + 1′ di corsa per 8 volte
Livello 2 – 3′ camminando + 2′ di corsa per 6 volte
Livello 3 – 3′ camminando + 4′ di corsa per 6 volte

Fascia rossa

Livello 4 – 3′ camminando + 6′ di corsa per 5 volte
Livello 5 – 3′ camminando + 10′ di corsa per 4 volte
Livello 6 – 3′ camminando + 15′ di corsa per 3 volte

Fascia nera

Livello 7 – 5′ camminando + 25′ di corsa per 2 volte
Livello 8 – 5′ camminando + 35 ‘ di corsa + 5′ di cammino e 15′ di corsa
Livello 9 – 5′ camminando + 45′ di corsa + 5′ di cammino e 15′ di corsa
Livello 10 – 5′ di camminata + 10 km di corsa

Consiglio di approfondire direttamente sul suo sito dal quale ho tratto questo schema perché per ogni fascia fornisce suggerimenti e indicazioni ultili.

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E se siete interessati consiglio di dare anche un’occhiata al sito RunLovers.it, meno tecnico e forse più adatto a chi pratica sport per passione e non per lavoro.