io che amo solo te

L’ho notato inizialmente per la copertina, poi ho letto la trama e ho deciso che sarebbe stato mio. È un libro che ti trasporta in quella Puglia fatta di paesi bianchi che si affacciano sul mare blu. Della Puglia io ho visto – e amato da subito – solo il Salento e in queste pagine mi sono di nuovo trovata lì, in un posto lontano anni luce dalla mia metropoli piena di gente che non si conosce ma anche lontana dai paesi che conosco meglio a cui mancano due dettagli fondamentali: un affaccio sul mare e una concezione della vita più morbida, che ti fa muovere lentamente come le onde che si infrangono sulla riva in una giornata tranquilla.
Io che amo solo te è la storia di due storie d’amore: quella di Chiara e Damiano vissuta con un po’ di incertezza e quella di Ninella e don Mimì non vissuta, ma ancora piena di passione.

Chiara e Damiano stanno per sposarsi, ormai è tutto pronto e perfetto come la futura suocera di lei, la “First Lady”, ha voluto che fosse. Il vestito è il più elegante, il truccatore è il più bravo, il ristorante è il più bello, le bomboniere sono le più chic, il fotografo è il migliore. Eppure lei “Si era talmente concentrata sulla festa che non aveva preso in considerazione il vero significato di quell’evento: una nuova vita a due” e di colpo le manca il fiato, va nel panico. A peggiorare il tutto inizia anche a soffiare il maestrale che è “la peggiore sventura che si potesse abbattere su un matrimonio…Perché nelle settimane successive gli invitati avrebbero raccontato tutto iniziando con: «Se non ci fosse stato il vento», dedicando meno parole alla sala, alle rose, alla sposa e alla casa.”
Accanto a Chiara c’è la mamma, Ninella, vedova, una donna ancora molto bella che passa le sue giornate a cucinare, cucire e guardare il mare e che è ancora segretamente innamorata del suo Mimì, il suo primo amore, il futuro consuocero. E poi c’è Nancy, la sorella di Chiara che prima del matrimonio deve ancora perdere mezzo chilo e soprattutto la verginità, il fratello di Damiano che per nascondere la sua omosessualità si presenta al matrimonio con la fidanzata più improbabile del pianeta. Arrivano gli zii paterni che da anni abitano in Veneto e ormai non si sentono più meridionali, poi arriva lo zio materno che da anni non si faceva più vedere e che forse avrebbe dovuto continuare.
Anche Damiano è spaventato, preoccupato per il passo che sta facendo e segretamente convinto di non aver fatto la scelta migliore. E così mentre i due futuri sposi vivono le ultime 72 ore con ansia e preoccupazione, l’amore dei loro genitori divampa, perché “non c’è niente di peggio che combattere contro un ricordo che il tempo, anziché sbiadire, colora ulteriormente.”

Il maestrale soffia e scompiglia ogni cosa, rimescola le carte, stravolge quello che era stato stabilito. Leggendo il libro sembra di stare nascosti dietro alla tenda, come la vicina di casa impicciona, a spiare tutto quello che i protagonisti riescono a mettere in scena in così poco tempo e a godersi una storia divertente, fresca, a tratti comica che sa di vacanza, di estate e ha l’odore della salsedine e del sole caldo del sud.


*tutte le frasi citate in corsivo tra virgolette sono tratte dal libro “Io che amo solo te” di Luca Bianchini, ed. Mondadori.

  • Se ti piacciono i romanzi che hanno il dono di trasportarti nel luogo in cui sono ambientati e fartici immergere completamente, ti straconsiglio “Il ballo tondo” di Carmine Abate. E’ un libro che scalda il cuore, che ti fa sentire una persona migliore.
    Spero che questo mio post ti dia degli ulteriori spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. Ho scritto altri 2 post a tematica letteraria, ma questo é quello che mi é venuto meglio. : )