locandina

Un pomeriggio libero con un tempo instabile deciso a stabilizzarsi sulla pioggia, un appuntamento in centro poche ore dopo che ti fa passare la voglia di tornare a casa e la necessità di riempire quello spazio. Al bar mi sarei annoiata, girare per negozi era scomodo un po’ per la pioggia – ma per quella mi avrebbero salvata i portici – e un po’ perché se poi non avessi resistito alla tentazione di comprare qualcosa mi sarei trascinata una borsa dietro tutta la sera. E così ho fatto una cosa nuova: sono andata al cinema, da sola, in un cinema “vecchio stile” con 2 sale, pochi posti e la possibilità di sedersi dove preferisci. Credo fossero 10 anni che non entravo in un posto così, la multisala vicino a casa è così comoda…
È stato strano perché eravamo una quindicina di persone in una saletta piccola, perché il pubblico a quell’ora era composto principalmente da persone nate prima della Grande Guerra e perché mi sentivo in soggezione: avevo timore di disturbare gli altri, il silenzio intorno a me era assoluto.

Ho visto Gigolò per caso. È una storia strana, di quelle che non mi convincono molto, non mi appassionano e mi fanno controllare le lancette dell’orologio spesso. L’ho già detto in un altro post: io sono trash e mi piacciono storie che abbiano più colore. Ho apprezzato la fotografia, meno gli attori.

La storia, ambientata a New York, è quella di Fioravante, tuttofare poliedrico che si lascia convincere dal suo vecchio amico Murray a provare un nuovo lavoro estremamente redditizio: quello del gigolò. Il suo fascino rassicurante, i suoi modi gentili e l’animo caliente dell’uomo latino lo rendono estremamente apprezzato dalle donne, in particolare da quelle che non hanno un uomo capace di farle sentire amate, desiderate, ascoltate, importanti. Fioravante dà sicurezza, tenerezza e passione. Durante i suoi incontri conosce Avigal, giovane vedova di un rabbino e, immancabilmente, se ne innamora scatenando le ire della sua comunità che non accetta di buon grado la presenza di questo uomo misterioso e affascinante nella vita della donna. È a questo punto che la storia ha iniziato a convincermi poco: i racconti di prostitute che si innamorano di un loro cliente e che non possono vivere – per svariati motivi – questa storia d’amore sono tantissimi, uno tra tutti Moulin Rouge!, film che invece adoro. Qui i ruoli sono invertiti ma la sostanza è la stessa.
Il film non parte male ma ad un certo punto sembra arenarsi, mi sarei aspettata qualcosa di più.

 

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