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L’ho incontrata durante la presentazione del suo libro a Milano, sono riuscita a sedermi in prima fila ed ero felice ed emozionata all’idea di avere a pochi metri da me una delle mie blogger preferite, una delle persone che amo di più leggere. Mi ha autografato il libro scrivendomi “spero che ti appassioni” ed è stato proprio così.

Avevo iniziato a leggerlo lo scorso autunno, ma presa dalle mille cose di ogni giorno non riuscivo a dedicargli abbastanza tempo: ci sono libri che posso leggere in qualunque momento e che mi scorrono addosso, ce ne sono altri che invece voglio gustarmi di più, che mi richiedono un’immersione completa perché i 15 minuti al giorno di metro in 2 viaggi li frammenterebbero troppo. Ho deciso di riporre il libro nello scaffale e aspettare le vacanze che per me sono arrivate molto tardi. L’attesa è stata ripagata perché in pochi giorni l’ho divorato, l’ho portato con me in qualsiasi momento ed è stato un racconto che mi ha tenuto compagnia. Avete presente quando finisci un libro e provi un senso di solitudine? Ecco, la sensazione provata per giorni è stata quella, non ho più trovato nulla che mi appassionasse così tanto e mi sono dedicata alla lettura di libri di cucina! :) Avevo voglia di iniziare un nuovo libro ma non volevo togliermi di dosso le sensazioni che mi ha lasciato il suo. È stato per me uno di quei libri che vorresti finire in fretta per sapere come andrà a finire e che hai paura di finire troppo in fretta perché sai che ti mancherà. Ho convissuto con i suoi personaggi, sono stati miei compagni di viaggio e mi hanno immersa: ho amato il modo in cui sono passati tra le pagine e il modo in cui sono stati descritti minuziosamente per prendere forma nella mia testa.
Il mio preferito è sicuramente Elio, un gigante buono, l’uomo che ogni bambina e ogni donna vorrebbe avere accanto.

“Lei avrebbe potuto guardare Elio e dire: da grande voglio fare la star di Hollywood. Voglio fare l’astronauta. Voglio fare la sirena.
E lui avrebbe semplicemente iniziato a riempire la vasca.”

Ho ripercorso la Londra di cui l’autrice racconta spesso nel blog, l’ho immaginata ripensando alle sue foto perché la conosco troppo poco, purtroppo, ma grazie a lei ho stilato una lista più o meno infinita di posti in cui voglio andare quando tornerò e mi ha regalato degli spaccati di Roma divertenti e romantici.

“Vanno al parco a piedi. Superano il mercato di Camden Town, poi la Roundhouse, si inerpicano verso Pimrose Hill e ancora oltre. Passano le case bianche di Belsize Park e, infine, alla chiesa sconsacrata, curvano verso il parco ed entrano da un sentiero alberato che sbuca proprio davanti ai pond.”

“Come glielo fai capire, a certi ignoranti, che per l’acciottolato di Roma essere dissestato è un onore lasciato dagli anni.
Che c’è storia anche negli interstizi di quelle pietre grigie e squadrate, che dovrebbero solo essere grati di sedere in quella serata profumata a bere del buon vino e ungersi le mani dei pezzetti di pizza bianca con il rosmarino.”

La sua scrittura mi piace, il suo modo di creare sinestesie, la sua capacità di non raccontare solo la realtà oggettiva dall’alto ma di scendere in profondità e non tralasciare nessun dettaglio visivo, tattile, olfattivo.

È un libro che va oltre le sue pagine perché lei non lo ha solo scritto ma lo ha immerso in un contesto: ha creato un’apposita playlist su Spotify che aiuta ad immergersi maggiormente nel mondo di Lara, la protagonista. Ha realizzato un video di presentazione e anche una mostra in cui le copertine del libro sono state rimaneggiate da diversi artisti diventando delle vere opere d’arte.

Non so se stia già lavorando alla stesura di un nuovo romanzo o se abbia ancora qualcosa da svelarci di questa storia ma so che mi ha davvero appassionata e che sono stata felice di essermi fatta trasportare per un po’ da qualche parte nel mondo, nel mondo di Lara.

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Le frasi in corsivo sono tratte da Da qualche parte nel mondo di Chiara Cecilia Santamaria