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Da quando sono entrata nel tunnel dei prodotti di bellezza naturali sono diventata una consumatrice molto più attenta. Fino a 2 anni fa i miei criteri per scegliere una crema, uno shampoo o balsamo erano totalmente diversi da quelli che ho adesso: innanzitutto mi facevo condizionare molto dalla pubblicità e dalle promesse che il prodotto faceva, poi era importante il profumo che lasciava sulla pelle o i capelli, non mi ero mai soffermata sull’etichetta anche perché comunque ancora oggi ne capisco poco. Mi piacevano i podotti per bambini ed ero anche convinta che fossero i migliori, i più delicati.
Per anni mi sono struccata con il famosissimo olio per i massaggi idratante per i neonati e devo ammettere che il trucco si toglieva bene, lo usavo anche come idratante dopo la doccia.
Per curare i capelli sfibrati ho speso decine di euro in prodotti, anche di profumeria, che promettevano chioma lucente e riaprazione totale.
Non mi considero un’esperta in materia ma essendo un argomento che mi interessa ho approfondito i miei studi cercando di capire quale sia la differenza tra i prodotti che fanno bene e quelli che ci coprono con una patina di pellicola e ci danno l’impressione di essere lucenti.
L’olio di marca è stato sostituito dall’olio di mandorle, strucca bene (anche il mascara waterproof), idrata a fondo e davvero ed è naturale, senza additivi nocivi. È diventato anche uno degli ingredienti di tante mie produzioni casalinghe alle quali dedicherò persto un articolo.
Ho recentemente sostituito lo shampoo da supermercato con uno naturale e sebbene al primo lavaggio abbia sentito la mancanza della nuvola di schiuma che da sempre mi ha avvolto la testa, mi sono accorta già asciugandoli che i miei capelli erano ugualmente puliti e lucidi e dopo un paio di lavaggi mi sono abituata a questa nuova consistenza.
Anche se cerco sempre più spesso di utilizzare prodotti naturali e anche se a volte mi cimento nella produzione di prodotti fatti in casa, il supermercato resta comunque un’alternativa comoda che mi capita ancora di prendere in considerazione spesso. Ho provato a memorizzare i nomi dei prodotti dannnosi e a capire meglio la nomenclatura INCI con la quale vengono scritti i nomi degli ingredienti ma sono così tanti che è impossibile impararli tutti! Su Biodizionario.it si possono cercare gli ingredienti e la loro rispettiva valutazione su una scala che va dal vai che va bene all‘inaccettabile ma è un lavoro lungo… Quello che adesso so è che nell’elenco vengono disposti in ordine di quantità, da quello più utilizzato a quello di cui si trovano solo tracce, che i nomi in latino sono di prodotti naturali, che quelli che finiscono in -one sono siliconi (e fanno malissimo!) ma nonostante questo quando mi trovo davanti ad un’etichetta solitamente brancolo nel buio.
Ho scoperto su uno dei miei blog preferiti, babygreen.it, che è stata finalmente sviluppata un’app in grado dirci in tempo reale se il prodotto che abbiamo sia dannoso oppure no e nello specifico quale sia il grado di pericolosità di ogni ingrediente: Biotiful. Utilissima perché permette di cercare i vari prodotti scrivendone il nome, la tipologia (shampoo, balsamo…) oppure scrivendo il numero del codice a barre o direttamente fotografandolo. Così la prossima volta davanti agli scaffali potremo avere una risposta immediata alle nostre domande. Io l’ho già scaricata e sto testando tutto quello che ho in casa!

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