davenia_copertina

Mi capita molto di rado di leggere lo stesso libro due volte e se succede significa che quelle pagine hanno lasciato un segno profondo.

È una di quelle storie che ti entra prepotentemente dentro, che non riesci ad abbandonare, che ti fa trovare tempo per leggere anche quando non ne hai, nei momenti più inopportuni, nei posti più impensati. Lo divori perché ti trascina e non riesci a staccarti da quelle righe, diventano parte di te e quando arrivi al fondo ti senti solo e ti chiedi perché l’autore abbia smesso di raccontarti quello che stava succedendo. Tu non eri ancora sazia.

Sarà che io ho lasciato un pezzo del mio cuore al liceo e ogni racconto ambientato tra le mura di una scuola mi coinvolge e allo stesso tempo mi fa provare un po’ di nostalgia, sarà che davanti ad una storia d’amore adolescenziale mi commuovo ancora. A quell’età ti innamori e basta, se l’oggetto dei tuoi desideri non ti conosce nemmeno non importa, ti basta il tuo sentimento per essere felice, almeno per un po’.

Leo , il protagonista, è un  ragazzo come tanti: si diverte trascorrendo il tempo con i suoi amici, ascoltando la musica, andando in motorino e della scuola apprezza soprattutto il torneo di calcetto.  Accanto a lui c’è  Silvia, la migliore amica che lo aiuta a tenere i piedi per terra quando lui vola troppo in alto e che lo risolleva quando lui si abbatte e c’è il Sognatore: il nuovo supplente di Storia e Filosofia che lo spiazza perché è uno che crede in quello che insiegna, ci mette passione e esorta i suoi allievi a non perdere di vista i loro sogni.

Il sogno di Leo si chiama Beatrice. Lei, dal canto suo, nemmeno sa chi sia lui. Potrebbe essere la trama più banale e noiosa del mondo: lui ama lei, lei ama un altro o anche nessuno, ma non lui. La loro non è una storia scontata perché Beatrice è malata e Leo cerca ti farla restare attaccatta alla vita, vuole che il loro amore salvi entrambi. L’amore di Leo è rosso, pieno di vita, di passione, energia e forza, è sanguigno, è rosso come i capelli di Beatrice. La negazione del colore, il bianco, spiazza Leo, è un colore che lui detesta perché porta con sé infinite connotazioni negative. Beatrice si ammala di leucemia, il suo sangue diventa bianco, il bianco la divora, corrode il suo rosso, la sua passione, cancella tutto quello che nella vita mette colore.

Leo si trova ad affrontare il dolore e la sensazione di impotenza  che spesso la vita ci riserva, cerca risposte e non le trova, vuole modificare il corso degli eventi ma non ci riesce. Affronta tutto con l’irruenza di un adolescente, si sente solo al mondo come solo a quell’età ti puoi sentire e allo stesso tempo riesce a crescere facendo leva sull’entusiasmo e la voglia di vivere che a 16 anni è esplosiva.

È un libro che ti rimette la carica e ti sveglia dal torpore che crescendo rischia di avvolgerti.