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Domenica scorsa stavo facendo colazione in albergo a Verona e accanto a me c’era una mamma con due bambini, lei avrà avuto 6 anni, lui 4 e parlavano in inglese. C’è sempre quel secondo di ritardo del satellite nella mia testa che mi fa pensare “Così piccoli e parlano già in inglese!”, poi mi riconnetto con il mondo e realizzo che se sono inglesi è normale che parlino la loro lingua, anche io così piccola parlavo già in italiano.

Ma poi succede quello che non mi aspetto: arriva la cameriera e rivolgendosi ai bimbi esclama “Ciao Mattia, ciao Vittoria!” e loro pronti “Ciao Cristina, come stai?” e da lì iniziano a parlare con lei e con la mamma in italiano. E io resto per un attimo incantata con il mio croissant in mano a pensare a quanto questi due bambini siano fortunati, al fatto che loro salteranno a piè pari le difficoltà che tutti incontrano nell’imparare una lingua straniera perché loro ne parlano già due perfettamente. Partono con una marcia in più. Che invidia!