Al Bicerin

Entrare al Bicerin è come fare un tuffo nel passato. I tuoi vestiti, la tecnologia che ti porti addosso sembrano fuori luogo in un locale che è rimasto sospeso in un’altra epoca. Vorresti indossare un abito lungo con una larga gonna, avere i capelli raccolti e vorresti stringere fra le mani un libro di uno scrittore emergente, magari Flaubert. Vorresti sentirti privilegiata perché sai leggere e allo stesso tempo trovare normale che tu stia leggendo un libro in francese perchè il francese lo parlano tutti, mica come l’italiano che stai imparando a fatica! Sarebbe quasi un locale in periferia, un posticino in cui entrare dopo essere stata a messa alla Consolata, il grande santuario che svetta davanti. Seduta al tavolino potresti guardare la processione della gente che entra ed esce dalla chiesa, passerebbe una carrozza e si fermerebbe in mezzo alla piazza e da quella carrozza scenderebbe lui, il tuo cavaliere che si siede sempre al primo tavolo, accanto alla porta, che ti osserva ma non ha il coraggio di farsi avanti e che tu osservi timidamente distogliendo lo sguardo appena incontri il suo, è sconveniente fissare uno sconosciuto negli occhi.
Il Bicerin è aperto dal 1763, un tempo si chiamava Caffè della Consolata e ha successivamente preso il nome della famosa bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di latte che da oltre due secoli viene servita al suo interno. È arredato con tavolini rotondi in marmo illuminati dalla luce di una candela, lungo le pareti laterali corrono due lunghe panche. Oltre ai normali prodotti da caffetteria vengono servite diversi tipi di cioccolata calda, lo zabajone e soprattutto il bicerin.

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Un tempo era una bevanda da colazione e si consumava solo prima di mezzogiorno. Era una delle bevande preferite di Camillo Cavour e Silvio Pellico e la si può trovare in quasi tutti i locali storici della cttà. La ricetta originale non prevede correzioni alcoliche e non deve essere confusa con l’omonimo liquore al gianduja. Bicerin in piemontese significa bicchierino, viene infatti servito in un bicchiere di vetro, mai in tazza.

C’è da ammettere, a onor del vero, che in questo locale un bicerin costa 5€ mentre in molti altri posti lo troverete a prezzi più contenuti e il gusto sarà esattamente lo stesso. Qui però è come prendere un biglietto per un viaggio nel passato, oltre alla bevanda pagate l’immagine, il contesto, la sensazione di sentirsi per qualche minuto nell’800… almeno fin quando non squilla un cellulare!