imageIeri mattina alla radio parlavano di fioretti e rinunce per la Quaresima. Pensavo fosse un tema obsoleto (anche perché non ascoltavo Radio Maria ma Radio 105…) e invece mi sono accorta che siamo ancora in molti a prenderci un piccolo impegno per i prossimi 40 giorni (che a voler essere precisini poi sono 46 fino a Pasqua..). Che la nostra motivazione abbia o meno un profondo fondamento religioso importa poco: resta comunque un buon allenamento per noi stessi, un modo per provare a vedere se e quanto riusciamo a rinunciare alle nostre dipendenze
Sicuramente rispetto allo scorso anno ho avuto un’impennata social considerevole dovuta soprattutto all’abbandono del mio caro e vecchio cellulare storico a favore di uno smartphone. È diventato la mia seconda pelle che mi porto dietro ovunque ma nonostate ciò credo di avere una dipendenza ancora più profonda e subdola: quella dallo zucchero. È pazzesca la quantità di zucchero che ingeriamo ogni giorno, è curioso vedere come questo sostanza riesca ad infilarsi in tantissimi alimenti che consumiamo e spesso lo mangiamo quasi inconsapevolmente. Mia mamma ne mette anche un po’ nella salsa di pomodoro per renderla meno acida!
Sullo zucchero ne ho sentite dire parecchie: assorbe il calcio dalle ossa, crea dipendenza tanto quanto il fumo o l’alcol, causa sonnolenza, alza il colesterolo, è più dannoso delle sostanze grasse, abbassa i livelli di concentrazione, modifica il nostro metabolismo, modifica negativamente il nostro umore, alza la pressione, causa danni al fegato, concorre nell’insorgenza di malattie come il diabete e l’obersità e non apporta nessun beneficio al nostro organismo. Alcune di queste le so da sempre, altre le ho approfondite solo di recente anche se non sono un’esperta in materia. Su greenme.it ho letto che “Uno studio condotto dall’Oregon research institute e pubblicato sul The American Journal of clinical nutrition ha provato come questa sostanza sia una spinta ad abbandonarci al desiderio incontrollato di cibo molto più di quanto non lo siano i tanto demonizzati grassi”.
Da piccola non toccavo i dolci, non mi piacevano, mi concedevo giusto il gelato d’estate ma poi qualcosa in questo equilibrio perfetto si è incrinato e sono diventata golosa, molto golosa. Ho dei limiti perché non riesco ancora oggi a mangiare i dolci al miele e trovo molte torte, specialmente quelle di pasticceria, stucchevoli, ma uno dei miei vizi preferiti è la colazione al bar con un croissant al cioccolato e un buon cappuccino zuccherato.

image
Spesso, senza rendermene conto, mi accorgo a fine giornata di aver ingerito una quantità considerevole di zucchero e uno dei campanelli d’allarme che suona più spesso è l’emicrania. In queste ultime settimane mi sono concessa anche parecchie merende dolci e mi accorgo che ricerco spessissimo il dolce. La prima volta che ho preparato il latte di mandorle in casa sono rimasta molto delusa dal gusto, ero abituata a farlo con lo sciroppo che è sostanzialmente una soluzione di zucchero con piccole percentuali di altri ingredienti e il mio sembrava essere quasi insapore. Lo zuccero copre il gusto di tutto il resto e altera le nostre percezioni portandoci a non riconoscere più i sapori autentici di quello che mangiamo e beviamo.
Sempre più spesso mi capita di parlare con persone che hanno eliminato questa sostanza dalla loro vita e vivono meglio. Ma la stessa cosa capita con chi non mangia la carne, i latticini, i prodotti lievitati… Ovviamente ciò che fa la differenza è sempre la quantità di cibi poco sani che ingeriamo e purtroppo sulle nostre tavole lo zucchero si trova sempre troppo: “Il problema – leggo ancora su greenme – dunque è che nel mondo, e specie in alcuni Paesi ricchi come gli Usa, se ne assume troppo, tanto che negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite è addirittura triplicato. E questo può portare nel tempo a malattie anche gravi, che tendono ad uccidere lentamente“.

image

Riempio troppo di frequente i miei vuoti con qualcosa di dolce: a colazione, a metà mattinata, a metà pomeriggio, quando arrivo a casa, dopo cena… e così ho deciso: tolgo lo zucchero dalla mia vita per 40 giorni. Non è solo un fioretto: è un esperimento per la mia salute. Voglio vedere se davvero cambia qualcosa, se riuscirò a trarre dei benefici da questa rinuncia.
Il primo problema sarà trovare qualcosa da mangiare a colazione. Quando ero bambina ed ero in vacanza dai nonni mi piaceva alzarmi prestissimo per fare colazione con mio nonno, mi preparava un panino col salame o col gorgonzola (perché a noi in famiglia piacciono i gusti delicati!) e mi piaceva tantissimo. Eppure adesso pensare di mangiare gorgonzola a colazione mi fa stare male!
Poi dovrò resistere alla tentazione, a quella fame finta che mi viene nel momento in cui nella mia testa passa il pensiero di una merendina… ma sono fiduciosa.
Vedremo!