Mi capita spesso, per lavoro, di leggere e correggere i curricula. Non mi occupo di selezione del personale ma mi sono comunque fatta un’idea di quali siano quelli che “funzionano” e quelli che invece viene voglia di accartocciare ancor prima di aver finito di leggere le informazioni personali.
Quasi sempre il nostro curriculum è il primo contatto che attiviamo con un nuovo potenziale datore di lavoro, è la prima cosa che vedono di noi ed è fondamentale che sia perfetto.
Quelle che vi propongo sono alcune regole che per qualcuno sembreranno scontate e banali… ma che spesso non vengono rispettate e vi fanno presentare dei prodotti inguardabili!

1. scegli il formato

Il più comune è l’Europass, ha il vantaggio di avere una grafica molto semplice e pulita, può essere compilato online in molte lingue e vengono anche fornite linee guida per la compilazione, molto utile per chi non ha dimestichezza con gli elaboratori di testo. È il più comune, questo significa che il tuo CV sarà potenzialmente uguale a moltissimi altri, ma è solitamente accettatato da tutti i datori di lavoro (a volte è espressamente richiesto).
Se ti candidi per un posto di lavoro creativo, se ti proponi come grafico o se hai BUONE capacità di elaborazione grafica di un testo, il formato Europass potrebbe essere molto limitante e controproducente. Conviene in questo caso creare un proprio modello che sia unico, che dimostri le tue capacità e le sottolinei. Se scegli la creatività devi però conoscere bene il linguaggio che userai: meglio un tristissimo Europass che un progetto artistico incomprensibile e strutturato in maniera pessima!

2. scegli il carattere

Potrà sembrarti strano ma… chi riceve il tuo CV deve poterlo leggere! :) Se hai scelto il formato Europass dovrebbe utilizzare automaticamente Arial 9. È un po’ piccolo da leggere, meglio usare almeno Arial 11. Attenzione: aumentare di 2 punti rende il tuo CV più leggibile, aumentarlo di 4 lo rende ridicolo perché sembrerà che tu abbia voluto usare un carattere grande per dare l’impressione di aver fatto più cose!
Non ti piace Arial? Cambialo! Ma con un carattere che sia altrettanto chiaramente leggibile. Calibri, Verdana, Tahoma, Century Gothic, Times New Roman, Garamond, Palatino Lynotipe sono tutti caratteri leggibili, io preferisco evitare gli ultimi 3 perché a video si leggono con maggiore difficoltà… e non è detto che il vostro CV venga stampato. Evita CATEGORICAMENTE i caratteri che imitano la scrittura manuale e magari prova a far leggere il tuo CV a un bimbo delle elementari o a una persona molto anziana: se leggono bene loro vuol dire che la tua scelta è quella vincente!

3. dai un ordine logico ai concetti

Il formato Europass ti farà indicare in ordine: i tuoi dati anagrafici, esperienze lavorative, formazione, altre informazioni.
I dati anagrafici devono sempre essere scritti come prima cosa, quello che viene subito dopo dipende da te: se hai appena finito la scuola e le tue esperienze lavorative sono: babysitter per 2 giorni, animatrice all’estate ragazzi per 1 settimana, commessa nel negozio di mia zia la scorsa vigilia di Natale, ho guardato per due ore un pomeriggio il figlio dei vicini… forse è meglio mettere prima quello che hai studiato. Al contrario, se hai finito di studiare 10 anni fa e mettessi per prima cosa il tuo percorso di studi, chi legge, se lo fa superficialmente e non è motivato ad arrivare al fondo, potrebbe scartarti pensando che tu non abbia più fatto nulla da quando hai finito di studiare! È importante inoltre mettere sempre in cima le esperienze più recenti.
I tuoi hobbies, i vari corsi che hai fatto, gli sport che pratichi… sono solitamente da mettere al fondo del tuo CV ma se hai studiato pianoforte per 10 anni e ti candidi per un posto in una scuola di musica, forse vale la pena di dare maggiore risalto a questa attività mettendola tra i corsi di formazione, allo stesso modo se per 10 anni hai allenato una squadra di calcetto come hobby e oggi ti candidi per una vera scuola calcio è opportuno che tu dia risalto a questa esperienza.
ATTENZIONE: controlla e ricontrolla i tuoi recapiti perché se li scrivi sbagliati non ti troverà mai nessuno e, se non ce l’hai, creati una mail “professionale” senza nickname, caratteri strani o file di numeri: nome.cognome@qualcosa.altro è la soluzione migliore! Se cerchi un lavoro all’estero non dimenticare mai di mettere il prefisso nel tuo numero di telefono – 0039 per l’Italia – perché probabilmente nessuno andrà a cercare questa informazione se non la fornisci tu e questo ti renderà irraggingibile… e quindi scartato!

4. riassumi

Un CV viene di solito letto nell’arco di 2-3 minuti, se tu scrivi un paragrafo per ogni giorno della tua vita NESSUNO arriverà mai alla fine! Sarebbe ideale non superare le 3 pagine ed è meglio esprimere i concetti per punti chiave piuttosto che descrivere tutto in maniera discorsiva. Usare un carattere piccolissimo, un’interlinea inesistente e compattando il più possibile per far stare più cose porterà facilmente il lettore ad abbandonare la lettura, se nessuno lo obbliga ad arrivare necessariamente al fondo. Non serve a niente essere prolissi.

5. non mentire

Sottostimarsi è controproducente ma anche scrivere cose non vere potrebbe metterti in difficoltà. Se hai fatto una fatica terribile a scrivere il CV perché non avevi mai usato word in vita tua, se il tuo CV sembra un quadro d’arte moderna perché non riesci ad allineare nulla e le tabelle ti stanno facendo impazzire… non scrivere “ottima conoscenza del pacchetto Office!”; se hai smesso di studiare inglese nel ‘73 e anche allora faticavi abbastanza, non spacciarti per madrelingua! Parli inglese fluentemente da quando hai 3 anni ma hai preso una sola certificazione linguistica molti anni fa che indica un livello A2 (elementare)? Secondo me lo sai un po’ meglio…

 6. pensa al tuo destinatario

Il CV non è un diario personale, non lo scriviamo per noi stessi ma è pensato per essere mandato ad altre persone che devono capire esattamente tutto quello che c’è scritto e devono avere modo di contattarti senza dover cercare ulteriori informazioni.
Ipotizziamo che tu sia un abitante di Scurzolengo, ridente comune della provincia di Asti che conta – da quanto mi dice Wikipedia – 645 abitanti. Se ti candidi per un posto nel paese vicino e tutte le tue precedenti esperienze si sono svolte nel tuo, è probabile che il tuo nuovo datore di lavoro sappia di cosa parli e capisca immediatamente tutto ciò di cui ti sei occupato; se ti candidi per un posto a Milano e nel tuo curriculum c’è scritto che hai lavorato presso la cooperativa ABiCi di Scurzolengo…probabilmente sulla faccia di chi legge comparirà un enorme punto interrogativo! Peggio ancora se stai inviando il tuo CV per una posizione in Polonia! Parti sempre dal presupposto che chi legge solitamente non sa nulla di te e del contesto in cui ti sei mosso, se hai lavorato nella cooperativa ABiCi specifica anche che tipo di cooperativa è. Se ti candidi all’estero non dimenticarti mai che chi legge probabilmente non sa l’italiano e tutto ciò che scrivi nella tua lingua sarà incomprensibile e quindi inutile!

 7. foto sì, selfie no

Non è obbligatorio inserire una foto nel proprio CV ma personalmente consiglio sempre di metterla osservando però alcune regole fondamentali:
– viso in primo piano: se non ti candidi per fare la modella non è assolutamente necessario mettere una foto di te in bikini…
– faccia intelligente: una foto in cui sembri (o sei) ubriaco non è esattamente il miglior biglietto da visita
– attenzione allo sfondo: dovrebbe essere neutro per non distogliere l’attenzione da te che sei il soggetto principale, sono assolutamente da evitare i selfie con mattonelle del bagno sullo sfondo o, peggio ancora, con il pulsante per tirare l’acqua alle spalle…
– scegli una foto in cui ci sei solo tu: quelle con la mano dell’amico sulla spalla e i suoi capelli tagliati accanto alla nostra faccia non sono molto professionali
– …sorridi: sorriso è il miglior abito che tu possa indossare. Questo non significa che devi essere nudo nella foto… ma semplicemente che sorridere ci rende tutti più belli
– scegli una risoluzione adeguata: se la tua foto è troppo piccola verrà sgranata, se è troppo grande rischi di avere un curriculum molto pesante e potrebbe essere rifiutato dalla casella di posta di chi lo riceve o non uscire dalla tua!

8. l’occhio vuole la sua parte

Hai scritto tutto? Sei quasi alla fine ma il lavoro non è ancora finito! Prova a stamparlo e guarda se graficamente ti piace, se è tutto scritto con lo stesso carattere, con la stessa interlinea e allineato nello stesso modo. Fallo rileggere a qualcuno perché potresti aver commesso degli errori di battitura che ti sono sfuggiti, a me capita spesso.

 9. salvalo in un formato apribile da tutti

Se vuoi avere la certezza che il tuo documento possa essere aperto su ogni computer salvalo in un formato che sia compatibile con tutte le piattaforme. Potresti scegliere il .doc (non il .docx perché se chi lo riceve ha un computer poco aggiornato potrebbe non aprirlo, non l’.odt perché potrebbe dare gli stessi problemi per motivi diversi) ma il CV, soprattutto se scegli l’Europass, è strutturato in tabelle che potrebbero venir visualizzate diversamente su un altro computer e far sembrare il tuo Cv un quadro di Kandinsky… e dopo tutto il lavoro fatto sarebbe un peccato! Io suggerisco di convertirlo in .pdf, ci sono una miriade di programmi gratuiti in rete che puoi scaricare per convertire i tuoi file word in pdf realizzando una stampa virtuale del tuo file sul quale – quasi – nessuno potrà mettere mano e cambiare ciò che tu hai scritto.

10. attenzione ai social network

Hai lavorato tanto per realizzare un prodotto professionale che ti valorizzi al meglio ma sempre più spesso i datori di lavoro danno anche un’occhiata ai social network più utilizzati per trovare altre informazioni interessanti. Se non li usi o se hai un nickname che è difficile ricondurre a te il problema non esiste. Se invece ne fai uso devi fare più attenzione. Innanzitutto in generale potrebbe essere utile modificare le impostazioni di protezione e rendere il tuo profilo visibile solo ai tuoi amici perché questo evita intrusioni esterne da parte di gente che non ti conosce e vuole farsi i fatti tuoi. Se proprio questo tipo di limitazione ti sta stretta cerca di rendere pubblico solo ciò che non ti metterebbe in difficoltà e che potrebbe farti apparire come una persona diversa da quello che sei o da quello che il tuo potenziale datore di lavoro deve sapere di te. Ci pensiamo poco ma condividere ogni più intima parte della nostra vita potrebbe essere molto controproducente…e non solo in ambito lavorativo.

Avete altri suggerimenti da dare? scrivetemeli nei commenti e io integrerò la pagina!